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05/08/2009 - Italia: ultima per banda larga prima per il mobile

La Commissione UE ha pubblicato un nuovo rapporto che analizza la diffusione della banda larga e le abitudini della nuova generazione digitale in Europa: secondo Vivianne Reding, commissario europeo, l'economia digitale ci permetterà di uscire dalla crisi.
La Commissione Europea per la Competitività Digitale ha pubblicato un aggiornamento sui risultati della politica di promozione delle tecnologie di comunicazione adottata dalla Commissione Barroso nel corso degli ultimi cinque anni. Il resoconto sembra dar pienamente ragione a Viviane Reding, Commissario Europeo per la società dell'informazione e dei media, che da parecchio tempo si batte con vigore per divulgare la cultura del digitale, e promuovere la diffusione della banda larga.

Stando ai dati diramati dalla Commissione Europea (relativi al 2008), il 56% degli europei ha cominciato ad utilizzare internet regolarmente: un terzo in più rispetto al 2004. Il 50% degli utenti comuni e l'80% delle aziende che si affaccia sul web, può contare su una connessione a banda larga. La generazione dei "nativi digitali", rappresentata principalmente dai giovani con età compresa tra i 16 ed i 24 anni, costituisce un enorme potenziale per la crescita e la ripresa economica dell'Europa.

Sfortunatamente, ma non a sorpresa, l'Italia continua ad essere una delle peggiori in Europa per quanto riguarda la diffusione della banda larga: solo il 31% degli utenti è in possesso di una rete broadband, contro il 49% della media europea. Un italiano su due inoltre non ha mai avuto accesso ad internet, anche se la diffusione di internet all'interno delle aziende è in crescita, e solamente il 15% degli utenti fruisce di servizi a pagamento online per l'accesso ai contenuti multimediali, denotando la crescita del fenomeno della pirateria online. Il (triste) primato relativo alla diffusione dei telefoni cellulari resta invece saldamente in mano all'Italia.

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